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CONTRO LA GUERRA, CON LA RIVOLUZIONE ARABA

Perché è importante unire le due parole d’ordine nelle manifestazioni contro la guerra imperialista in Libia

Una settimana di bombardamenti da parte delle potenze imperialiste dovrebbero già bastare per capire la reale natura di questo intervento: porre un argine alla rivoluzione che dai primi di gennaio vede protagonisti milioni di lavoratori e giovani dell’intero mondo arabo. Per questo riteniamo che manifestare semplicemente contro la guerra senza sostenere la rivoluzione sia un profondo errore per la sinistra.

MUAMMAR GHEDDAFI: IL PROSSIMO A CADERE?

Anche la Libia nel turbine rivoluzionario. La rivoluzione araba non conosce i confini e ci mostra la strada.

Le proteste scoppiate nelle principali città libiche (con gli stessi slogan antiregime scanditi in Egitto e Tunisia, con la distruzione delle piste degli aeroporti per fermare l’invio di ulteriori truppe, con la liberazione dei prigionieri catturati) stanno a dimostrare che la rivoluzione araba non conosce frontiere.

“SOCIALISMO” NASSERIANO E PANARABISMO

Luci (poche) e ombre (molte) sull’esperienza antimperialista e sul tentativo di unificare la nazione araba.

La storia contemporanea ci presenta un’altra rivoluzione in Egitto: quella che, condotta dal gruppo degli “Ufficiali liberi” del colonnello Gamal Abd el-Nasser nel 1952, ha rovesciato la monarchia corrotta di re Farouk. L’esperienza nasseriana ci è utile oggi per comprendere quale socialismo difendiamo e auspichiamo per i popoli arabi in lotta contro i “loro” regimi.

L’EGITTO OGGI E LA RIVOLUZIONE DEI GAROFANI

Analogie e differenze tra la rivoluzione portoghese e quella egiziana nei rapporti tra esercito e popoli in lotta.

Le forze armate in una rivoluzione possono rappresentare un aspetto centrale e quello che abbiamo visto in Tunisia e in Egitto con le fraternizzazioni tra le masse e gli eserciti ne da un’ulteriore conferma. Questi, anche se con notevoli differenze da paese a paese, sono infatti uno specchio della società e ne riflettono le contraddizioni.

L’EGITTO, CHIAVE DELLA RIVOLUZIONE ARABA

Cinque anni fa l’inizio delle lotte operaie, ora la rivoluzione tunisina riaccende le fiamme nella terra del Nilo.

Come titolavano alcuni importanti giornali dell’area euromediterranea, la rivoluzione in Tunisia avrebbe potuto scatenare un effetto domino in tutto il nord Africa. Così quell’Egitto che già qualche anno fa aveva innescato le lotte sociali, oggi, sulla scia dei fatti tunisini, vede un movimento di massa di lavoratori e giovani che chiedono senza mezze misure la fine del regime di Mubarak.

ALGERIA, MAROCCO E LA PRIMAVERA TUNISINA

Solo “poche” bracciate a nuoto sotto la nostra isola divampa l’incendio della guerra di classe degli oppressi.

Il carovita in Algeria sta provocando delle forti reazioni da parte dei lavoratori e dei giovani (il 75% della popolazione sotto i 30 anni è senza lavoro). A subire l’impennata dei prezzi i beni di largo consumo: olio e zucchero sono aumentati nell'ultima settimana di oltre il 20%. Così la paura per la possibile mancanza di pane e altri generi alimentari è sfociata in diverse manifestazioni che hanno interessato le principali città del paese. L’annullamento delle principali manifestazioni sportive e le moschee presidiate dalle forze dell’ordine la dicono lunga sulla radicalità della protesta dei giovani algerini.