Possono queste essere delle parole d’ordine unificanti per una sinistra indipendente dai poli della guerra?
I numeri sulle servitù militari in Sardegna parlano chiaro. 35 mila ettari di territorio stuprato e 20 mila chilometri quadrati di mare (un’estensione grande quasi quanto l’intera isola - 24 mila) dove navigazione, pesca e sosta sono banditi durante le esercitazioni. Nella nostra terra abbondano strutture e infrastrutture funzionali all’economia di guerra: abbiamo poligoni missilistici (Quirra-Perdasdefogu), poligoni per esercitazioni a fuoco (Capo Teulada), poligoni per esercitazioni aeree (Capo Frasca) aeroporti militari (Decimomannu) e depositi di carburanti (nel cuore di Cagliari).
