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CON LO SCIOPERO, MA PER CONTINUARE LA LOTTA

La Cgil a un bivio, e anche le otto ore delle sciopero territoriale indetto dalla Cgil Sassari ci sembran poche!

Se diverse categorie e intere Camere del lavoro (come quella di Sassari) hanno deciso di passare dalle 4 ore di sciopero indette dalla segretaria Camusso alle 8 è chiaro che abbiamo a che fare con un’insufficienza dei vertici nazionali della Cgil. Questo sciopero arriva infatti in seguito a un’offensiva padronale senza precedenti, ma senza le pressioni della base (memorabile la manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom) e qualche fischio (come quelli presi dalla Camusso a Bologna) non ci sarebbe stato e al suo posto avremmo avuto l’ennesima manifestazione nazionale.

TRA CONCERTAZIONE E “RIVOLTA POPOLARE”

La Cgil di Sassari e la rivolta popolare, il collasso della nostra zona, la necessità di estendere il conflitto.

Poco più di un anno fa come Giovani Comunisti di Sassari mandammo una lettera aperta al segretario provinciale della Cgil Antonio Rudas. La sua condanna, nel merito e nella metodologia utilizzata, all'accordo firmato il 19 ottobre del 2009 dall'allora Filcem nazionale con Eni, sulla testa dei lavoratori di Porto Torres ha aperto le porte alla sua proposta - poi bocciata - di modificare lo statuto della CGIL in chiave più garantista per i lavoratori (la parte negozialmente più debole) impegnati nelle vertenze, in quanto solo a loro spetta l'ultima parola.

IL NUOVO CORSO DELLA CAMUSSO. NUOVO?

Finito il mandato di Epifani, la nuova segretaria della Cgil continua nel solco delle politiche concertative.

Susanna Camusso è certamente più conosciuta agli occhi della maggioranza degli italiani per le sue frequenti apparizioni a Ballarò che non per i suoi trascorsi da dirigente sindacale, e questo nonostante i suoi 35 anni di militanza. Non così per i metalmeccanici della Cgil che hanno potuto vedere il suo operato nella Fiom negli anni ’90, quando, precisamente nel 1993, le venne tolta la delega per aver sottoscritto un accordo in Fiat sul lavoro notturno considerato troppo penalizzante per le donne.