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LIBIA: ALCUNI APPUNTI DOPO I PRIMI ATTACCHI

Le frizioni nella coalizione, il ruolo dei governi arabi procapitalisti, le contrarietà di facciata di Cina e Russia.

Da qualche giorno Tripoli e le altre principali città della Libia sono sottoposte a bombardamenti da parte dell’aviazione e della marina francese, britannica e americana, con l’aiuto dell’Italia. Se, come da recenti sondaggi, assistiamo a una spaccatura nell’opinione pubblica italiana – con un lieve vantaggio dei contrari all’intervento nonostante il fatto che tutti i partiti parlamentari siano favorevoli – altresì vediamo che i problemi derivanti dalla crisi libica si manifestano a livello internazionale in termini geo/politici, economici, militari.

PADRONI DI LIBIA E ITALIA: PARTNERS IN CRIME

La rivoluzione in Libia e le possibili ripercussioni in Italia, la necessità di una sinistra autonoma dai padroni.

Il dibattito sulla Libia mostra la natura rivoltante dei protagonisti della politica italiota. Se da una parte abbiamo Berlusconi il clown e il suo tele spalla Frattini con le loro posizioni ambigue, dall’altra abbiamo un Partito democratico che rivendica apertamente un ruolo attivo volto a difendere gli “interessi della nazione” insieme a un atteggiamento paternalistico in quanto la Libia “era una nostra colonia”. Di più, dicendo agli avversari: “ma come, in Iraq si poteva intervenire per buttare giù Saddam e qui no?”.

BERLUSCONI IN CRISI ANCHE IN SARDEGNA?

la nascita di “Un’altra Sardegna”, la frammentazione della destra italiana e il ruolo del terzo polo 

Nella novità assoluta nel panorama politico italiano, con una crisi politica che distrugge gli schieramenti così come li abbiamo conosciuti negli ultimi 16 anni, quanto accade in Sardegna non rappresenta una specificità e la nascita dell’associazione “Un’altra Sardegna” - esperimento del quale non possiamo prevederne gli esiti - lo dimostra. Ma partiamo da Roma.