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SINISTRA A OTTOBRE: NICHI VUOLE FERMARLI?

La rincorsa alla premiership, il Mattarellum, l’assenza di risposte alla crisi e l’altro 1° ottobre (elettoralista).

Mentre si registrano continue adesioni all’appello anticapitalista “Dobbiamo fermarli!” in vista dell’incontro nazionale del primo ottobre e della mobilitazione europea lanciata per il 15 ottobre dal movimento degli “indignados” in Spagna, qualcuno pensa di fare altro: «il 1° ottobre noi di Sinistra ecologia e libertà prepariamoci a riempire una grande piazza di Roma». Ecco un chiaro tentativo di mettersi contro quanto si sta muovendo in questi giorni, tentando di blindare i propri militanti (e ce ne sono tanti onesti e combattivi all’interno di Sel) attraverso la separazione degli eventi, cercando di impedire che qualcosa di indipendente dal centrosinistra possa sorgere.

SINISTRA LOCALE E CRETINISMO ISTITUZIONALE

La sinistra sassarese tra cambi di casacca, fratture e ricomposizioni nelle assemblee elettive, scelte “obbligate”.

Se da questo blog si auspica l’unità della sinistra sul terreno di lotta, vediamo che a Sassari l’unità la si è seminata (tanto per citare uno slogan di Sinistra unita, cartello elettorale comprendente Rifondazione, Sel, Verdi e Psi) su altri terreni. A un anno dalla vittoria del centrosinistra in Comune e in Provincia è tempo di bilanci. Tanto più in occasione di alcuni eventi recentemente accaduti.

CHE VUOL FARE LA SINISTRA DOPO MIRAFIORI?

Vendola, Ferrero, Diliberto, Bertinotti, tutti hanno detto la loro. Rimane da capire che cosa vogliono fare.

Non ci si può certo meravigliare delle vergognose parole di Fassino (l’ultimo segretario dei Ds e aspirante sindaco di Torino), di Chiamparino (attuale sindaco di Torino), di altri pezzi grossi del Pd così come dei loro rottamatori (Renzi), né del silenzio assordante di quel Bersani che molti lo vorrebbero come il leader che riporta quel partito nell’area della sinistra.

VENDOLA: DI NARRAZIONE IN NARRAZIONE

La Puglia, le primarie a targhe alterne, e l’eventualità di vincere senza cambiare la natura del centrosinistra.

Nichi Vendola, artefice di una mini scissione da Rifondazione in seguito alla sua sconfitta al congresso del 2008, oggi si presenta come il salvatore della sinistra. Indubbiamente questi meriti sono dovuti alla mancanza di una sinistra realmente alternativa al Pd (la Federazione della Sinistra di Ferrero e Diliberto non lo è affatto) e da una frammentazione eccessiva (Pcl, Pdac, Sinistra Critica, Csp di Rizzo…).