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BASTA CON L’ANTIFASCISMO DELLA DOMENICA

Proponiamo tre direttrici di intervento: intervento studentesco, mutualismo, Anpi. Sei un destinatario?

Come è possibile che un manipolo di sfigati figli di papà che si tirano a cinghiate tra loro ai concerti possano far emergere i limiti della sinistra - nelle sue svariate forme - sassarese? Che sia l’illusione che si possano risolvere tutti i problemi con le elezioni o con la creazioni di associazioni (quante ce ne sono a Sassari?) di derivazione elettorale oppure propedeutiche alla ricerca della preferenza? Pensiamo di si.

GIORNATA DEL RICORDO DEI CRIMINI ITALIANI

Non si può fare nessuna seria analisi sulle foibe senza prima aver affrontato l’odio italiano contro gli slavi. 

Il revisionismo storico bipartisan (antipartigiano) ha nel 10 febbraio la sua giornata utilizzando la questione delle foibe per coprire i crimini italiani contro le popolazioni slave. Ben prima del primo conflitto mondiale, l’irredentismo italiota, per bocca di Ruggero Timeus Fauro, mostrava tutto il suo odio: «A noi che la lotta abbia un carattere civile o incivile non importa nulla […] contro questi ignavi bifolchi noi non possiamo rispondere con la severa coscienza nazionale, ma con l’odio […] nell’Istria la lotta nazionale è una fatalità che non può avere il suo compimento se non nella sparizione completa di una delle due razze che si combattono[...] se avremo la fortuna che il governo sia quello della Patria italiana, faremo presto a sbarazzarci di tutti questi bifolchi sloveni e croati».

NASCE L’ANPI A SASSARI: APPUNTI PARTIGIANI

Il congresso fondativo dell’Anpi a Sassari inserito nella particolare fase di crisi del capitalismo e della sinistra.

Nella particolare crisi delle strutture tradizionali della sinistra sassarese la nascita dell’Anpi (con tre sezioni che a breve saranno costituite nella provincia: Sassari, Mejlogu e Ozieri) rappresenta un fatto positivo. È fin troppo facile per chi scrive trovare una correlazione tra la spasmodica ricerca di un posto al sole nella Sala Sciuti o a Palazzo Ducale (rispettive sedi dei consigli provinciale e comunale) e questa crisi, al punto di vedere come la presenza di esponenti della sinistra non determini una sufficiente risposta ai casi di fascismo nella nostra zona.