Visualizzazione post con etichetta Partito democratico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Partito democratico. Mostra tutti i post

RESPINGERE LA MANOVRA AL MITTENTE! ORA!

La manovra da 70 miliardi, un salasso con il beneplacito di Napolitano e dell’opposizione responsabile.

La manovra del governo Berlusconi, approvata anche grazie anche al senso di responsabilità nazionale delle opposizioni di Pd, Idv e Udc, rappresenta un attacco senza precedenti al reddito dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, nonché la distruzione di quel che ancora rimane dei servizi pubblici e sociali. Un salasso da oltre 70 miliardi per arrivare al pareggio di bilancio nel 2014. Cosa prevede la manovra?

UN INTERVENTO PER FERMARE LA RIVOLUZIONE

Lottiamo contro l’aggressione imperialista alla Libia e contro Gheddafi, rivoluzione araba fino alla vittoria!

Giovedì 17 marzo è stata approvata dall’Onu la risoluzione 1973 che prevede la cosiddetta no-fly zone (leggasi l’uso della forza) con dieci voti a favore e cinque astenuti (Russia, Cina, Brasile, India e Germania). Venerdì 18 Gheddafi annuncia un cessate il fuoco unilaterale. Sabato 19 marzo alle 17:45 sono iniziati i raid aerei made in France. In poche ore la situazione è quindi degenerata nell’ennesima missione militare imperialista.

QUELLI CHE MANCO CON I FATTI DI FUKUSHIMA…

Il disastro in Giappone e la battaglia referendaria contro le centrali in Sardegna e nel resto del mondo.

All’indomani del terremoto in Abruzzo i pezzi grossi della politica e dell’energia italiana (come Fulvio Conti dell’Enel, in una lancio di agenzia Reuters poi fatto sparire) alle domanda sulle opportunità di rilanciare l'energia nel nostro territorio a elevato rischio sismico, rispondevano che il loro punto di riferimento tecnologico era quello giapponese. Non vogliamo aggiungere altro. Ora nel paese del sol levante siamo alla catastrofe e tutti possono vedere le conseguenze di quanto accaduto. Occorre quindi continuare a smontare la propaganda nuclearista che porta il pianeta intero alla rovina.

CHIUDERE QUIRRA, FARLA FINITA CON LE SERVITÙ

Possono queste essere delle parole d’ordine unificanti per una sinistra indipendente dai poli della guerra?

I numeri sulle servitù militari in Sardegna parlano chiaro. 35 mila ettari di territorio stuprato e 20 mila chilometri quadrati di mare (un’estensione grande quasi quanto l’intera isola - 24 mila) dove navigazione, pesca e sosta sono banditi durante le esercitazioni. Nella nostra terra abbondano strutture e infrastrutture funzionali all’economia di guerra: abbiamo poligoni missilistici (Quirra-Perdasdefogu), poligoni per esercitazioni a fuoco (Capo Teulada), poligoni per esercitazioni aeree (Capo Frasca) aeroporti militari (Decimomannu) e depositi di carburanti (nel cuore di Cagliari). 

PADRONI DI LIBIA E ITALIA: PARTNERS IN CRIME

La rivoluzione in Libia e le possibili ripercussioni in Italia, la necessità di una sinistra autonoma dai padroni.

Il dibattito sulla Libia mostra la natura rivoltante dei protagonisti della politica italiota. Se da una parte abbiamo Berlusconi il clown e il suo tele spalla Frattini con le loro posizioni ambigue, dall’altra abbiamo un Partito democratico che rivendica apertamente un ruolo attivo volto a difendere gli “interessi della nazione” insieme a un atteggiamento paternalistico in quanto la Libia “era una nostra colonia”. Di più, dicendo agli avversari: “ma come, in Iraq si poteva intervenire per buttare giù Saddam e qui no?”.

I DEMOCRATICI E LA VOGLIA DI TERZO POLO

Dopo la vittoria di Pirro di Berlusconi il desiderio delle larghe intese antioperaie è sempre maggiore nel Pd.

Prima che il governo Berlusconi ottenesse la fiducia alla Camera c’era chi già lavorava ad un’alleanza con il terzo polo da realizzarsi in questa legislatura. Addirittura Enrico Letta, il vicesegretario del PD, in un’intervista all’Unità auspicava un governo sul modello di quello presieduto da Ciampi nel 1993 sostenuto dalle “forze di buonsenso in Parlamento, compresa una parte del Pdl”. Sarebbe bene ricordare cosa furono quegli anni.