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IL 1848, I SAVOIA E LE 5 GIORNATE DI MILANO

Un importante tassello risorgimentale che dimostra la vile natura di Carlo Alberto e di casa Savoia.

Agli italiani piacciono le date e intorno ad esse si celebra un evento svuotato del suo contenuto o amputato degli eventi precedenti. Anche per le celebrazioni del 150mo dell’unità d’Italia si tende a ridurre la storia del Risorgimento al suo punto d’arrivo, astraendo dalla sua complessità e dalla molteplicità delle aspirazioni dei suoi diversi protagonisti. Al netto di ciò concludiamo che quello che si celebra a riguardo è l’espansionismo militare del regno piemontese. La Casa Savoia infatti riprende l’iniziativa solo a ridosso del 1860 subordinando a se, agli interessi suoi e del blocco industriale ed agrario, l’intero Risorgimento, stroncando le speranze del 1848.

AGRICOLTURA E SOCIALISMO: UN CONTRIBUTO

Le contraddizioni del comparto agricolo e la monocoltura del pecorino romano conseguenze del capitalismo.

La questione del latte, la sua produzione, la sua trasformazione e la sua commercializzazione, rappresenta un punto centrale per la stesura di una strategia politica dei comunisti e della sinistra in Sardegna. Le recenti lotte dei pastori dell’Mps hanno dimostrato che anche una categoria frantumata come quella dei lavoratori delle campagne, ha saputo incrociare le braccia paralizzando l’isola in diverse occasioni.

CLASSE, NAZIONE E PARTITO: UN CONTRIBUTO

150 anni di capitalismo italiano, l’autodecisione della Sardegna, l’unità di classe con i lavoratori italiani. 

Può un lavoratore o un giovane sardo di sinistra provare repulsione alla retorica nazionalista sulle “conquiste” dell’unità d’Italia e al tempo stesso gioire per il coraggio di lavoratori non sardi nel respingere le arroganze padronali? Certo che si!

LA NASCITA DEL PCD’I, OLTRE LA RICORRENZA

La scissione necessaria, le grandi masse impreparate, le gravi conseguenze di una politica estremista.

Il 21 gennaio del 1921 nasceva a Livorno il Partito comunista d’Italia, sezione della III Internazionale comunista. E questo tutti li sappiamo. Quel che spesso i dirigenti dell’odierna sinistra radicale (e riformista) non dicono, coprendone di fatto l’operato, è quanto l’estremismo e il settarismo nei confronti del Partito socialista (ma anche degli Arditi del popolo) abbia generato più danni che conquiste.