Solo “poche” bracciate a nuoto sotto la nostra isola divampa l’incendio della guerra di classe degli oppressi.
Il carovita in Algeria sta provocando delle forti reazioni da parte dei lavoratori e dei giovani (il 75% della popolazione sotto i 30 anni è senza lavoro). A subire l’impennata dei prezzi i beni di largo consumo: olio e zucchero sono aumentati nell'ultima settimana di oltre il 20%. Così la paura per la possibile mancanza di pane e altri generi alimentari è sfociata in diverse manifestazioni che hanno interessato le principali città del paese. L’annullamento delle principali manifestazioni sportive e le moschee presidiate dalle forze dell’ordine la dicono lunga sulla radicalità della protesta dei giovani algerini.
