Oggi come ieri, il fascismo rimane un movimento reazionario e violento al servizio del sistema capitalista.
L’antifascismo non è una scelta “ideologica”, ma il riconoscimento di quello che fu un movimento e regime reazionario e opportunistico che utilizzò il terrore e la violenza contro i lavoratori urbani e rurali e gli avversari politici, pur di raggiungere il potere statale. Gli aspetti secondari dell’iniziale movimento fascista (futurismo, reducismo, una certa demagogia socialisteggiante e giovanilistica, ecc.) non devono ingannare sulla loro vera essenza: cani da guardia del sistema capitalistico.



